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vento
" Celine contro Sartre"
a cura di Andrea Lombardi
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À
l’agité du bocal
Seguito
dalle lettere di Céline a
Je suis partout
e dallo scritto
Viva l’amnistia,
Signore!
Traduzione di À l’agité du bocal, testo dai Cahiers de l’Herne, edizione del 1972, a cura di Andrea Lombardi
Nel 1947 Louis Ferdinand Céline, dopo aver appreso dallo scrittore Albert Paraz che Jean-Paul Sartre, nel suo Portrait d’un antisémite (apparso su Les Temps Modernes nel dicembre 1945, e nell’ottobre 1947 ripreso da Gallimard nel volume Rèflexions sur la Question juive), aveva scritto: “Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”, scriverà in risposta À l’agité du bocal.
Il pamphlet sarà prima inviato a Jean Paulhan, che non lo pubblicherà, e quindi a Paraz, che lo riprodurrà in appendice al suo libro Le Gala des Vaches (L’Elan, 1948).
Inoltre nel 1948 ne fu tirata, a cura di alcuni amici di Céline, una edizione di duecento esemplari (À l’agité du bocal, Lanauve de Tartas, Parigi, s.d.).
Riportiamo le considerazioni di Pierre Monnier riguardo a Le Gala de Vaches e su Cèline, pubblicate sul n°217 di Europe-Amérique dell’11 agosto 1949:
Alla fine del ’48 uscì un libro straordinario, Le Gala des Vaches di Albert Paraz, che prendeva le difese di Céline con un coraggio senza precedenti. Per misurare il terreno percorso, occorre che la storia quotidiana dia conto di questo: otto grandi settimanali francesi rifiutarono la pubblicità (a pagamento) per Gala. Alcuni critici letterari osarono parlare di provocazione.
Un’amica d’infanzia di Céline, la grande Arletty, fu né più né meno minacciata di morte perché aveva accettato di vendere Le Gala des Vaches, che raccoglieva quaranta lettere di Céline, una delle quali contro l’aborto Sartre, “L’agité du bocal”!
Le librerie che avevano messo in vetrina quel libro vennero devastate. E da chi? Ecco il punto. Dagli ebrei? No! Molti ebrei sono fervidi ammiratori di Céline: Milton Hindus in America, Paul Lévy, direttore di Aux écoutes a Parigi.
Coloro che si oppongono a Céline sono semplicemente degli scalmanati comunisti o altri che rappresentano solo se stessi, che non hanno mai letto una sola riga dei suoi libri, che non sanno niente del suo caso. Sbraitano a più non posso perché Céline ha fatto le prime rivelazioni su ciò che accade in Russia con Mea Culpa e Bagatelle. Molto prima di Koestler, Gide e Kravčenko. Costoro, però, non vengono bistrattati come Céline. Perché? Perché lui ha genio!
La pirotecnica reazione di Cèline alla infamante - e falsa - accusa rivoltagli da Sartre, va collocata, per essere compresa a fondo, nel contesto storico delle epurazioni dei “Collaborazionisti” in Francia nel 1944-1949. Circa 40.000 francesi, che a vario titolo avevano avuto rapporti o con lo Stato di Vichy o con l’Amministrazione tedesca, svolgendo funzioni burocratiche, amministrative e intellettuali, oppure avevano militato in raggruppamenti politici o in unità militari, paramilitari o di Polizia furono condannati a pene detentive e privati dei diritti civili. Furono inoltre eseguite ben 7.037 condanne a morte, che colpirono anche gli intellettuali ritenuti rei di “collaborazione con il nemico”, come Robert Brasillach, Jean Luchaire e molti altri, mentre 10.000 francesi caddero vittima di esecuzioni sommarie. Ancora nel 1952, 2.400 francesi si trovavano in prigione con l’accusa di collaborazionismo.
L’epurazione degli scrittori “Collaborazionisti” sarà compito del Conseil national des écrivains (CNE), che stenderà, democraticamente, degli elenchi di libri e di autori “impubblicabili”. Anche uno scrittore pacifista come Jean Giono, che durante l’Occupazione scelse l’”emigrazione interiore”, fu messo all’indice e incarcerato.
Si capisce facilmente quindi che l’accusa di Sartre, uno dei più irremovibili persecutori degli intellettuali Collabos, poteva risultare molto pericolosa per Céline, vista la fine fatta dal ricordato Robert Brasillach, giustiziato tramite fucilazione il 6 febbraio 1945 nonostante una richiesta di grazia indirizzata a De Gaulle firmata, tra gli altri, da Mauriac, Claudel, Valéry, Duhamel, Paulhan, Cocteau, Colette…
In aggiunta a
questo, il 19 aprile 1945 un Tribunale francese aveva spiccato un
mandato di
cattura per “Tradimento” contro Cèline,
riparato in Danimarca, e, dal dicembre
1945 al febbraio 1947, Louis Ferdinand Destouches sarà
incarcerato a Vestre
Faengsel, passando diversi mesi in cella di isolamento.
Idee decisamente scomode quelle di Louis-Ferdinand Destouches, idee che, lungi dal fruttargli utili, gli hanno semmai comportato quei guai che egli, come il suo alter ego Bardamu del Voyage au but de la nuit, nel corso della sua esistenza, pervicacemente, ostinatamente, ha sempre cercato, perché per Céline/Bardamu:
Andrea Lombardi
All’agitato
in provetta
Non leggo più gran che, non ne ho il tempo. Troppi anni già ho perduti in sciocchezze e prigioni! Ma mi si preme, scongiura, angustia. Devo assolutamente leggere, sembra, una specie di articolo, il Ritratto di un antisemita, di Jean-Baptiste Sartre (Temps modernes, dicembre 1945). Scorro questo lungo compitino, ci butto un occhio, non è né buono né cattivo, niente di niente, imitazione…Una sorta di “Allamanieradì”… |
A
l'agité du bocal
Je ne lis pas grand-chose, je n'ai pas le temps. Trop d'années perdues déjà en tant de bêtises et de prison! Mais on me presse, adjure, tarabuste. Il faut que je lise absolument, paraît-il, une sorte d'article, le Portrait d'un Antisémite, par Jean-Baptiste Sartre (Temps modernes, décembre 1945). Je parcours ce long devoir, jette un œil, ce n'est ni bon ni mauvais, ce n'est rien du tout, pastiche... une façon de "Lamanièredeux"... |
| Questo piccolo
J.-B. S. ha letto l’Etourdi, l’Amateur de Tulipes,
etc. Ne è rimasto intrappolato, evidentemente, non ne riesce più ad uscire…Sempre al liceo, questo J.-B. S.! ancora ai pastiches, agli “Allamanieradì” Alla maniera di Céline, anche... e anche d’altri... |
Ce petit J.-B. S.
a lu l'Etourdi, l'Amateur de Tulipes, etc. Il s'y est pris, évidemment, il n'en sort plus... Toujours au lycée, ce J.-B. S.! toujours aux pastiches, aux "Lamanièredeux"... La manière de Céline aussi... et puis de bien d'autres... |
| "Putains", etc...
"Têtes de rechange"... "Maia"... Niente di grave, sicuro. Ma ne trascino dietro al culo numerosi, di questi piccoli “Allamieradì”… Che ci posso fare!? … me ne fanno un punto d’onore, non ne parlo mai, e finisce lì. Progenitura dell’ombra. Decenza! Oh! Non voglio alcun male al piccolo J.-B. S.! |
"Putains", etc...
"Têtes de rechange"... "Maia"... Rien de grave,
bien sûr. J'en traîne un certain nombre au cul de
ces
petits "Lamanièredeux"... Qu'y puis-je? Etouffants, haineux,
foireux, bien traîtres, demi-sangsues,
demi-ténias, ils ne
me font point d'honneur, je n'en parle jamais, c'est tout.
Progéniture de l'ombre. Décence! Oh! je ne veux aucun mal au petit J.-B. S.! |
| La sua sorte,
visto dove sta, è già abbastanza
crudele!Dato che si tratta di un compitino, gli avrei dato dal 3 al 4,
e non ne avremmo parlato più… Ma, a pagina 462, la piccola feccia mi sbalordisce! Ah! Il dannato marcio rottinculo! |
Son sort
où il est placé est bien assez cruel! Puisqu'il
s'agit d'un devoir, je lui aurais donné volontiers sept sur
vingt et n'en parlerais plus... Mais page 462, la petite fiente, il m'interloque! Ah! le damné pourri croupion! |
| Che osa scrivere? "Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato". Testuale. Olà! Ecco allora quello che scriveva questo stercorario mentre ero in prigione, ad un passo dalla forca. Maledetta piccola lordura piena di merda, tu mi esci dalle chiappe per sporcarmi tutt’intorno! Ano Caino pfui. Che cosa vuoi!? Che mi si assassini! E’ chiaro! Qui! Che ti faccio a pezzi! Si!… Lo vedo in foto, questi grossi occhi… questo uncino… quella ventosa bavosa… è un cestode! Che s’inventerà, il mostro, perché mi si assassini! A stento uscito dalla mia cacca, ed eccolo che mi denuncia! | Qu'ose-t-il écrire? "Si Céline a pu soutenir les thèses socialistes des nazis c'est qu'il était payé." Textuel. Holà! Voici donc ce qu'écrivait ce petit bousier pendant que j'étais en prison en plein péril qu'on me pende. Satanée petite saloperie gavée de merde, tu me sors de l'entre-fesse pour me salir au dehors! Anus Caïn pfoui. Que cherches-tu? Qu'on m'assassine! C'est l'évidence! Ici! Que je t'écrabouille! Oui !... Je le vois en photo, ces gros yeux... ce crochet... cette ventouse baveuse... c'est un cestode! Que n'inventerait-il, le monstre, pour qu'on m'assassine! A peine sorti de mon caca, le voici qui me dénonce ! |
| Ancor meglio
è quando a pagina 452 ha il fiele di annunciarci:
“Un uomo che trova naturale denunciare altri uomini non
può avere la nostra concezione dell’onore, anche
nei
confronti di chi è benefattore, egli non li vede con i
nostri
occhi, la sua generosità, la sua dolcezza, non sono
assimilabili
alla nostra dolcezza, alla nostra generosità; non si
può
circoscrivere la passione”. Nel mio culo dove si trova, non si può pretendere da J.-B. S. di vederci bene, né di spiegarsi chiaramente, sembra tuttavia che il J.-B. S. avesse previsto la solitudine e l’oscurità del mio ano… |
Leplus fort est
que page 451 il a le fiel de nous prévenir: "Un
homme qui trouve naturel de dénoncer des hommes ne peut
avoir
notre conception de l'honneur, même ceux dont il se fait le
bienfaiteur, il ne les voit pas avec nos yeux, sa
générosité, sa douceur, ne sont pas
semblables
à notre douceur, à notre
générosité,
on ne peut pas localiser la passion." Dans mon cul où il se trouve, on ne peut pas demander à J.-B. S. d'y voir bien clair, ni de s'exprimer nettement, J.-B. S. a semble-t-il cependant prévu le cas de la solitude et de l'obscurité dans mon anus... |
| J.-B. S.
evidentemente parla di se stesso quando scrive a pagina 451:
“Questo uomo teme tutte le specie di solitudine, quella del
genio
come quella dell’assassino”. Cerchiamo di
capire… Facendo fede ai rotocalchi, il J.-B. S. non si vede ormai più che nei panni del genio. Ma secondo me e visti i suoi stessi scritti, io sono costretto a vedere J.-B. S. solo nei panni dell’assassino, o meglio ancora di un marcio delatore, maledetto, laido, merdoso servente, mulo occhialuto. |
J.-B. S. parle
évidemment de lui-même lorsqu'il
écrit page 451: "Cet homme redoute toute espèce
de
solitude, celle du génie comme celle de l'assassin."
Comprenons
ce que parler veut dire... Sur la foi des hebdomadaires J.-B. S. ne se voit plus que dans la peau du génie. Pour ma part et sur la foi de ses propres textes, je suis bien forcé de ne plus voir J.-B. S. que dans la peau d'un assassin, et encore mieux, d'un foutu donneur, maudit, hideux, chiant pourvoyeur, bourrique à lunettes. |
| Ecco, mi sto
agitando troppo! Non me lo posso più permettere,
l’età, la salute… La chiuderei
qui…
disgustato, ecco… Ma ripensandoci… Assassino e
geniale!?
Può anche succedere… Dopo tutto… Ma
sarà il
caso di Sartre? Assassino lo è, o lo vorrebbe essere, questo
è inteso, ma geniale? Questo piccolo stronzo attaccato al
mio
culo, geniale? Hum?… si vedrà… si,
certamente,
può ancora fiorire… manifestarsi… ma
J.-B. S.!?
Questi occhi da embrione? queste spalle da mezza sega!?…
questo
panzone finto magro!? Tenia sicuramente, una tenia d’uomo,
attaccata dove sapete… e filosofo, per giunta… fa
un
po’ di tutto… Sembra che, in bicicletta, abbia
anche
liberato Parigi. Ha giocato tanto… a Teatro, in città, con gli orrori dell’epoca, la guerra, le torture, i ceppi, il fuoco. Ma i tempi cambiano, ed eccolo qui che cresce, si gonfia smisuratamente, il nostro J.-B. S.! Non si tiene più… non si riconosce più… da embrione qual è cerca di passare a creatura… il ciclo… ne ha abbastanza di giochetti, di piccoli imbrogli… adesso si cimenta con le difficoltà della vita, le vere difficoltà… la prigione, l’espiazione, il bastone, e il più grosso di tutti i bastoni: il palo della fucilazione. |
Voici que je
m'emballe! Ce n'est pas de mon âge, ni de mon
état... J'allais clore là...
dégoûté,
c'est tout... Je réfléchis... Assassin et
génial!?
Cela s'est vu... Après tout... C'est peut-être le
cas de
Sartre!? Assassin il est, il voudrait l'être, c'est entendu
mais,
génial!? Petite crotte à mon cul
génial!? hum!?...
c'est à voir... oui certes, cela peut éclore...
se
déclarer... mais J.-B. S.!? Ces yeux d'embryonnaire!? ces
mesquines épaules!?... ce gros petit bidon!?
Ténia bien
sûr, ténia d'homme, situé où
vous savez...
et philosophe!... c'est bien des choses... Il a
délivré,
parait-il, Paris à bicyclette. Il a fait joujou... au Théâtre, à la Ville, avec les horreurs de l'époque, la guerre, les supplices, les fers, le feu. Mais les temps évoluent, et le voici qui croît, gonfle énormément, J.-B. S.! Il ne se possède plus... il ne se connaît plus... d'embryon qu'il est il tend à passer créature... le cycle... il en a assez du joujou, des tricheries... il court après les épreuves, les vraies épreuves... la prison, l'expiation, le bâton, et le plus gros de tous les bâtons: le Poteau... |
| Il
Destino ha prescelto J.-B. S… le Furie! finite le
bagatelle… vuole essere mostro a tutti gli effetti! Subito
copre
d’insulti De Gaulle! Che modi! Vuole commettere l’irreparabile! Ci tiene! Le streghe lo faranno impazzire, adesso che le ha stuzzicate, non lo lasceranno più… Tenia degli stronzi, embrione di girino, t’ingozzerai di Mandragola! Diventerai un succubo! La malattia di essere maledetto galoppa in Sartre… Malattia vecchia, vecchia come il mondo, della quale è marcia tutta la letteratura… |
Le Sort entreprend
J.B.-S... les Furies! finies les bagatelles... Il veut passer tout
à fait monstre ! Il engueule de Gaulle du coup! Quel moyen! Il veut commettre l'irréparable! Il y tient! Les sorcières vont le rendre fou, il est venu les taquiner, elles ne le lâcheront plus... Ténia des étrons, faux têtard, tu vas bouffer la Mandragore! Tu passeras succube! La maladie d'être maudit évolue chez Sartre... Vieille maladie, vieille comme le monde, dont toute la littérature est pourrie... |
| Fermatevi, J.-B.
S., prima di commettere le gaffe supreme!… Pensate! Riflettete che l’orrore è niente senza il Sogno e senza la Musica… Vi vedo bene tenia, certo, ma non cobra, per niente come cobra… un inetto con il flauto! Il Macbeth non è che un Grand-Guignol, e dei peggiori, senza musica, senza sogno… Siete cattivo, sporco, ingrato, odioso, asino, e non è tutto, J.-B. S.! Non è ancora sufficiente… Un altro ballo ancora!… Sarei proprio felice di sbagliarmi… non chiedo mica di meglio… Vi applaudirò quando sarete infine divenuto un vero mostro, che abbiate pagato alle streghe il dovuto, il loro prezzo, perché esse vi tramutino in un vero fenomeno. In una tenia che suoni il flauto. |
Attendez J.-B. S.
avant que de commettre les gaffes suprêmes!...
Tâtez-vous! Réfléchissez que l'horreur n'est rien sans le Songe et sans la Musique... Je vous vois bien ténia, certes, mais pas cobra, pas cobra du tout... nul à la flûte! Macbeth n'est que du Grand-Guignol, et des mauvais jours, sans musique, sans rêve... Vous êtes méchant, sale, ingrat, haineux, bourrique, ce n'est pas tout J.-B. S.! Cela ne suffit pas... Il faut danser encore !... Je veux bien me tromper bien sûr... Je ne demande pas mieux... J'irai vous applaudir lorsque vous serez enfin devenu un vrai monstre, que vous aurez payé, aux sorcières, ce qu'il faut, leur prix, pour qu'elles vous transmutent, éclosent, en vrai phénomène. En ténia qui joue de la flûte. |
| Mi avete pregato e fatto pregare a sufficienza da Dullin, da Denoël, supplicato, “sotto lo stivale nazista”, di venire ad applaudirvi! Non vi trovavo né danzante né flautante, difetti per me terribili, lo confesso… Ma lasciamoci tutto questo alle spalle! Non pensiamo che al futuro! Sperate che i vostri demoni vi inculchino il flauto! Flauto prima di tutto! Riprendete in mano Shakespeare, liceale! ¾ di flauto, ¼ di sangue.. ¼ basta e avanza… ma del vostro sangue, mi raccomando! Prima di tutti gli altri sangui. L’Alchimia ha le sue leggi… il “sangue degli altri” non piace nulla alle Muse… Riflettiamo… Voi avete avuto comunque il vostro piccolo successo al “Sarah”, sotto lo stivale, con le vostre Mouches… | M'avez-vous assez
prié et fait prier par Dullin, par
Denoël, supplié "sous la botte" de bien vouloir
descendre
vous applaudir! Je ne vous trouvais ni dansant, ni flûtant,
vice
terrible à mon sens, je l'avoue... Mais oublions tout ceci!
Ne
pensons plus qu'à l'avenir! Tâchez que vos
démons
vous inculquent la flûte! Flûte d'abord! Retardez
Shakespeare, lycéen! ¾ de flûte, 1/4 de
sang... 1/4
suffit je vous assure... mais du vôtre d'abord! avant tous
les
autres sangs. L'Alchimie a ses lois... le "sang des autres" ne
plaît point aux Muses... Réfléchissons... Vous avez emporté tout de même votre petit succès au "Sarah", sous la Botte, avec vos Mouches... |
| Perché
allora adesso non improvvisare tre piccoli atti, alla
svelta, sul tamburo, sull’unghia, Les Mouchards, i Delatori? Una rivistina retrospettiva… Dove vi si vedrà di persona, con i vostri compagnucci, mentre siete impegnati nell’inviare i vostri detestati colleghi, detti “Collaboratori”, al bagno penale, alla fucilazione, in esilio… Sarà questo abbastanza buffo? Voi stesso, chiaramente, grazie alla vostra sceneggiatura, avrete il ruolo protagonista… di tenia sghignazzante e filosofa… |
Que ne
troussez-vous maintenant trois petits actes, en vitesse, de
circonstance, sur le pouce, Les Mouchards!? Revuette rétrospective... L'on vous y verrait en personne, avec vos petits potes, en train d'envoyer vos confrères détestés, dits "Collaborateurs" au bagne, au poteau, en exil... Serait-ce assez cocasse!? Vous-même, bien entendu, fort de votre texte au tout premier rôle... en ténia persifleur et philosophe... |
| E’
facile immaginarsi cento colpi di scena, peripezie e
trovate delle più farsesche in una pantomima del
genere…
e come scena finale uno di quei “Massacri Generali”
che
farà morire di folli risate tutta l’Europa! (Era
l’ora!) La più allegra del decennio! Che si pisceranno addosso e gozzoviglieranno ancora alla 500a replica! e ben al di là! (l’Aldilà! Hi! Hi!) L’uccisione dei "firmatari", gli uni uccisi dagli altri!… lei stesso per mano di Cassou… costui per mano di Eluard! L’altro da sua moglie e Mauriac! E così via sino all’ultimo!… Vi rendete conto! |
Il est facile
d'imaginer cent coups de théâtre,
péripéties et rebondissements des plus farces
dans le
cours d'une féerie de ce genre... et puis au tableau final
un de
ces "Massacre Général" qui secouera toute
l'Europe de
folle rigolade! (Il est temps!) Le plus joyeux de la décade!
Qu'ils en pisseront, foireront encore à la 500 e!... et bien au-delà! (L'au-delà! Hi! Hi!) L'assassinat des "Signataires", les uns par les autres!... vous-même par Cassou... cestuy par Eluard! l'autre par sa femme et Mauriac! et ainsi de suite jusqu'au dernier!... Vous vous rendez compte! |
| L'Ecatombe
dell’Apoteosi! Senza dimenticarsi della carne,
beninteso!… Grande sfilata di bellezze superbe, nude,
assolutamente ancheggianti… orchestra del Grand
Tabarin…
Jazz dei “Costruttori del Muro”…
“Atlantist
Boys”… pienone assicurato… e grande
ammucchiata di
fantasmi in sovrimpressione luminosa… 200.000 assassinati,
forzati, colerici, indegni… e rapate! alla farandola! del
parterre del Cielo! Coro dei “Boia di Norimberga”… e voi che concepite il plus-d’esistenzialista, istantaneista, massacrista… Atmosfera di rantoli d’agonia, rumorii di coliche, singhiozzi, ferraglie… “Aiuto!”… |
L'Hécatombe
d'Apothéose! Sans oublier la chair, bien
sûr!... Grand défilé de filles
superbes, nues,
absolument dandinantes... orchestre du Grand Tabarin... Jazz des
"Constructeurs du Mur"... "Atlantist Boys"... concours
assuré...
et la grande partouze des fantômes en surimpression
lumineuse...
200.000 assassinés, forçats, choléras,
indignes...
et tondues! à la farandole! du parterre du Ciel! Chœur des "Pendeurs de Nuremberg"... Et dans le ton vous concevez plus-qu'existence, instantaniste, massacriste... Ambiance par hoquets d'agonie, bruits de coliques, sanglots, ferrailles... "Au secours !"... |
| Colonna
sonora: “Macchine da Urrà!”…
Ve lo
immaginate!? E poi per clou, nell’intervallo: Asta di
manette! e
Buvette di sangue. Il Bar Futurista assoluto. Niente altro che sangue
vero! Alla spina, fresco, con certificazione di
qualità…
di giornata! sangue d’aorta, sangue di feto, sangue
d’imene, sangue di fucilati!… Tutti i gusti! Ah!
che
avvenire J.-B. S.! Che meraviglie farete quando vi sarete finalmente
tramutato in Vero Mostro! |
Fond sonore:
"Machines à Hurrahs!"... Vous voyez
ça!? Et puis pour le clou, à l'entr'acte:
Enchères
de menottes! et Buvette au sang. Le Bar futuriste absolu. Rien que du
vrai sang! au bock, cru, certifié des hôpitaux...
du matin
même! sang d'aorte, sang de fœtus, sang d'hymen,
sang de
fusillés!... Tous les goûts! Ah! quel avenir J.-B.
S.! Que
vous en ferez des merveilles quand vous serez éclos Vrai
Monstre! |
| Vi
vedo già fuori dal vostro bozzolo di sterco,
già quasi
in grado di suonare un piccolo vero flauto! da cadere in
estasi!… già quasi un piccolo artista vero! Sacrosanto J.-B. S. L.-F. Céline. |
Je vous vois
déjà hors de fiente, jouant
déjà presque de la flûte, de la vraie
petite
flûte! à ravir!... déjà
presque un vrai
petit artiste! Sacré J.-B. S. L.-F. Céline. |
Tre lettere di Céline
alla rivista Je suis partout
Céline ci scrive, Je suis partout, 29 ottobre 1943
Non siete sorpresi dal fatto che la radio anglo-ebrea ci voti a non so quante morti in quanto "collaboratori", antisemiti e patatì e patatà mentre non parla mai di fucilare tutti quelli che hanno direttamente o di traverso approfittato dei tedeschi? Sono legioni, peraltro, nome di Dio! E opulenti, formidabili! Personalmente non ho mai tratto un piffero dall’occupazione, ma il paese francese, nella maggioranza, non ha mai immaginato, mai conosciuto un affare così brillante come la guerra 39-40!... Contadini, commercianti, industriali, intermediari, mercato nero scoppiano di prosperità. Quasi tutti i contadini sono ricchi. Dannati della gleba prima del 39 viaggiano tutti verso il loro secondo milione! Insolenti e gollisti, dove sono te loro terribili sofferenze in questa faccenda? Atroci tartuferie! Ecco della gente da fucilare! Per immonda ipocrisia! Per salubrità morale! Hanno tutti - eccome! - ingoiato, supplicato, strisciato, leccato i benefici infami al 1000 per 100 - e fatto gagliardamente crepare di fame i loro connazionali meno ben piazzati (gollisti compresi!), guardate le grandi città! vi e la Francia? Che scempiaggine! Che vocabolo! Che sporca truffa! Tanto più sono marci prebendati, leccaculo dei tedeschi, ingozzati del nero, tanto più sono gollisti! La smorfia morale del riscatto! Che cagatina! La guerra del 14 era stata un affare superbo per cinque o sei milioni di francesi. La guerra del 39 lo è stupefacente per trenta milioni. Dieci milioni e non di più, sono vittime da commiserare! Gli altri non sono che smorfiosi, egoisti, esibizionisti e puttane. Giocano alla resistenza, ma intimamente pregano affinché la guerra duri!
Bella
frottola!
Elenchi? Elenchi? A quanto quello integrale, nominativo di tutti quelli che hanno guadagnato qualcosa con i tedeschi? Eccolo il vero elenco dei collaboratori efficienti. Non gli idealisti e speculatori di pensieri gratuiti. Che ci lascino tranquilli con i traditori. Traditori tal caso, subito, tutti quelli che hanno guadagnato un centesimo con i tedeschi.
L’indennità di guerra ammonta, credo, a
500
milioni al giorno.
Circolano da qualche parte, in qualche tasca, quei 500 milioni. I nomi! I nomi! che si rida, nome di Dio! prima di morire! Vorrei strofinare il loro naso nella loro merda, a questi virtuosi del gran patriottismo! Non vedo alcun giornale, alcuna radio occuparsene. Capisco la discrezione della B.B.C. Essa sa perfettamente che questi merdosi costituiscono la maggioranza dei suoi ascoltatori. Meno capisco la discrezione dei giornali parigini. Cosa temono? Hanno ancora qualcosa da perdere?
I
collaboratori sono
dunque così afflitti, così timidi? Ci tengono,
per e contro tutto, a morire
sublimati? Ovvero come dei fessi e dei vitelli, assassinati,
imbavagliati,
senza nemmeno aver osato sputare sul muso dei loro assassini la sola
verità che
ci vendichi, tutta la loro sporca impostura, la loro oscena iattanza,
il loro
marcio sermone!
Henri Poulain, Parlando dei loro libri. Viaggio al termine della periferia feudo di L-F Céline, intervista per Je suis partout, 7 marzo 1941.
II modo per incontrare Céline? traversate Parigi in metropolitana, ad una uscita prendete un autobus e presentate sfrontatamente i biglietti blu del signor Mariage; non scendete che al capolinea, percorrete a piedi due buoni chilometri, attraversate due volte la Senna sui ponti a metà pietra e metà legno: al termine s'innalza da qualche parte un modesto dispensario comunale. Là, con un po' di fortuna, potrete scorgere Louis-Ferdinand Céline, medico e geniale scrittore. Alla sua imponente opera, che fece abbastanza scalpore, si aggiunge adesso un nuovo libro, Les Beaux Draps, lisciviazione dei panni sporchi di famiglia, senza mezzi termini, a colpi di mestola, praticata però con la grazia e la delicatezza tipiche delle lavandaie dei tempi che furono.
La vita lo ha fatto diffidente. Subito. Mi ha detto con cortese fermezza: - Parliamo del libro... se vogliamo! ma non di me! Non sono la signora Darrieux! Quello letterario é un argomento femminile, frivolamente femminile! Inoltre non bisogna parlare del buonuomo, mai! l'uomo é troppo disgustoso.
Al termine
del
pomeriggio il nostro Ferdinand mi ripeteva:
-
Ben
inteso, compare, mi hai giurato che non
racconterai niente di questa tua visita!
Avevo giurato, la vera promessa d'Ippocrate, nec visa, nec audita, nec intellecta! Parliamo del libro.
L'Ecole des cadavres era dedicato "a Giuliano l'Apostata", Les Beaux Draps é offerto "alla corda senza impiccato".
- Ne
hai visti di impiccati dopo il tracollo?, mi chiede beffardo
Céline.
Come se io fossi venuto per essere interrogato!
- Les Beaux Draps sorprende molti lettori, anche tra i fanatici!
-
Perché?, chiede
ancora Céline.
- Si direbbe
un'edizione spurgata... tenendo conto delle proporzioni... ben inteso!
- I critici diranno - di che sbattersi il
didietro - Louis-Ferdinand Céline lo scatologico sta
perdendo i colpi.
Con
mia soddisfazione Ferdinand, dotato di una prodigiosa
scurrilità
verbale, smentisce con il suo argomentare una simile, sommaria diagnosi.
Per provargli che all'occasione egli sia
preda del senso dell'ingiustizia, cito un critico:
"Le lettere non sono un passatempo per ragazzine, né per fraticelli e la vera biblioteca non é quella rosa", ed ancora a proposito di Bagatelles pour un massacre "Dalla Ménippée ed i poemi di Agrippa d'Aubigné non esiste nella nostra letteratura un pari urlo di rabbia, ripercosso dall'eco di una sintassi parlata, robusta, gagliarda e nuda come una ragazza del Gran Courbet. Questo é l'irrefrenabile dono, che non si sottomette ad alcun zelo, che investe tutte le nature moderate, contenute, tiepide ed accademiche".
- Benedetto
Léon
Daudet!, scoppia in una fragorosa risata Céline.
Già ai tempi di Voyage au bout de la nuit i due si erano riconosciuti d'istinto, medici, cugini del medico-curato di Meudon, François Rabelais.
II
trio usa infatti il medesimo acido ed altrettanto bene la sbarra di
ferro, il fioretto, la clava, la risata, il ruggito feroce e gioioso.
L'insieme
ha l'aspetto della vita e del sangue caldo, talmente generoso da
spaventare le
"persone smorte". É la scusa, per esempio, del sig. Robert
Desnos
amico del compianto Jeanson, che si nutre d'altre pillole, appena
fabbricate
dalla gente di lettere ebraizzata e dai signorotti della casa della
Cultura al
tempo del Front Popu.
- lo non impedisco a nessuno di amare la
pasticca, concede Céline.
- In Les Beaux Draps l'Ebreo non é la "vedette", e dato che lo rimarco con un po' di rimpianto, Ferdinand aggiunge:
- Per
l'Ebreo ho
fatto del mio meglio negli ultimi due libri... Per adesso essi sono
comunque
meno arroganti, meno spavaldi... Non bisogna però illudersi.
II segretario dei
Medici della Seine-et-Oise si chiama Menchkietzwictz. A parte
ciò... Ho
d’altronde sentito una brava donna che, nel far la coda,
diceva "Al tempo
degli Ebrei si mangiava bene!". (Céline, medico francese,
medaglia al
valore militare, esercita la professione di necroscopo in fondo alle
periferie.
Il medico dello stato civile della Butte di Montmartre si chiama Weiss).
Ecco
Ferdinand
lanciato:
- Ci sono
dei
francesi che rimpiangono gli Ebrei! Bisogna pertanto non confondere.
Sotto il
regno dell'Ebreo, l'indigeno arrotondava il mangime, l'Ebreo non
indietreggiava
davanti alle spese, così come il salumiere che ingrassa i
maiali, egli aveva la
sua ideuzza. Soltanto, ecco che il maiale é divenuto
ragionatore! per un inconfessato
istinto é sfuggito al salumaio.
II maiale non interessa quindi all'Ebreo, si é trattato di
un errato
rimpinzamento. II maiale ragionatore può sempre danzare
davanti al suo trogolo,
però non ha più alcun diritto, salvo i calci...
se l'Ebreo potesse. É una
favola facile da comprendersi, compare mio!
Céline riprende:
- Tutto
questo é
ozioso. Molto spassoso sarebbe interrogare i pontificanti di ieri, i
signori
Mauriac, Billy, Giraudoux, Bayet, che ci porgono i più
recenti, maturi frutti
del loro grembo, l'esatta ultima proiezione dei loro preziosi pensieri
Allegro,
Ferdinand,
sentenzia subito:
- L'adulto
é
imputridito, bisogna lasciarlo crepare ed occuparsi dell'infanzia. Sono
i
bambini la vera, magnifica promessa, alcuni scrittori giapponesi hanno
scritto
al riguardo in modo divertente e ragionato. La scuola fabbrica in
serie,
falsamente, delle teste farcite, imbottite di scartoffie, invece di
porre il
bambino al centro del mistero della bellezza, della magia del creato,
il mondo
animale, la coccinella.
Questo é in effetti il principale scopo del nuovo libro di Céline. II refrattario Ferdinand, la grande fauce urlante, si rivela un lirico. Ascoltate:
-
Bisogna ricominciare tutto dall'infanzia, tramite l'infanzia, per ogni
bambino... il desiderio che la famiglia sia bella, sana, vivace,
ariana, pura,
redentrice, allegra di bellezza, di forza e non soltanto la vostra
famigliola,
i vostri due, tre, quattro marmocchi, ma l'intera famiglia francese,
l'Ebreo
che la sa cosi lunga, via, spedito ai suoi palestinesi, al Diavolo,
sulla luna.
"Ho il
mio motivetto", scrisse un giorno Céline, formula che mi
sembra la degna traduzione dell'alessandrino di Comeille: "So quel che
voglio e credo a quel che mi si dice" ed il tizio non si vanta.
Ascoltate,
piuttosto: - Vedo l'uomo più inquieto, da quando ha smarrito
il gusto delle
favole, del fantastico, delle leggende, inquieto ad urlare che adula,
venera la
precisione, il prosaico, il cronometrico, il ponderabile.
Bisogna notare, per i delicati, che Céline raggiunge così con perfetta adiacenza un giovane principe della poesia, Patrice de la Tour de Pin, che scriveva nella sua Quête de joie:
Tutti i paesi che più non hanno leggende
saranno condannati a morire di freddo.
Les Beaux Draps edifica dei sogni, delle immagini, un universo pieno del ritmo della vita, crea grandi sinfonie di avventure. Strano libro.
Geniale
autore!
Per anni si
é
dibattuto al termine della notte, volontariamente solo; diceva allora:
- Percorro
la mia
viuzza - così - da immemore tempo, "guardone" il
più anonimo
possibile. Nella mia ombra costruisco le mie lanternine, esse
illumineranno oppure
no. Dipende. Non bisogna chiedermi altro.
Egli viveva allora in una quasi perpetua
collera, ma il dispiacere mascherava una fede invincibile ed una
vitalità
unica. Al termine della periferia, l'ho trovato come se possedesse la
certezza
di un'alba prossima. II viso risplendeva forte, impavido, lo sguardo
blu, di
una terribile trasparenza, umido di gioia. Credo proprio che
Louis-Ferdinand
Céline viva nell'incantesimo di un grande sogno, speranza di
un mondo
ridivenuto magico e fremente, così come la terra nelle prime
epoche della
creazione. Come altre volte, da Satrouville o da Clichy, bisogna
riguadagnare
Parigi, per vie ammuffite, tra i sinistri muri delle officine, le
chiassose
porte dei dancings, lungo i viali di Jean-Jaurés e di
Camille (Desmoulins e
Pelletan), sotto grandi angoli di cielo dove il vento disperde i fumi e
spazza
le belle nubi.
A Montmartre ho incontrato un discepolo di
Ferdinand, cameriere, che non beve altro che acqua.
-
Céline ha ragione,
mi ha detto. Non bevo più, il vino rende meno severi.
All'improvviso
mi ha
domandato provocatorio:
- Avete letto Les Beaux Draps?
Con una dolce
insistenza pongo la medesima domanda. Se il lettore di buona fede non
si
dovesse appassionare a questo libro, desidererei allora essere il primo
cliente
della "corda senza impiccato".
Céline ci scrive, Je suis partout, 9 luglio 1943.
Abbiamo ricevuto da Louis-Ferdinand Céline una lettera da cui estrapoliamo le seguenti righe, dove i nostri lettori ritroveranno, sotto la sua brusca e feroce forma, il profeta di Bagatelles e di L'Ecole des cadavres.
Una classe
privilegiata non ha più utilità, né
senso, né ragione di esistere da quando non
é più capace di procurare quadri all'esercito.
E la
regola, la sola.
Essa giustifica i propri privilegi fornendo
ufficiali alla guerra. Dal momento in cui termina di assolvere tale
ruolo, non
procurando più bambini, né ufficiali, diviene
parassitaria e quindi disastrosa.
La catastrofe 40 é dovuta agli ebrei, alla
denatalità ed alla fuga degli
ufficiali. La nostra borghesia non vuole più donare
alcunché, ma prendere
invece tutto. Non vuole che benefici. É divenuta ebrea.
Altro non pensa che in
termini di oro, adocchia "dollari" in continuazione.
Karl Marx,
che
bisognerebbe rileggere, ebreo molto più preciso ed
istruttivo di Montaingne,
scrisse specificatamente: "Gli Ebrei si emancipano nella misura in cui
i
cristiani si ebraizzano". In Francia gli Ebrei sono perfettamente
emancipati ed i cristiani perfettamente ebraizzati. Abbiamo conosciuto
nel
14-18 gli ultimi bravi borghesi che difendevano le loro personali
casseforti
con la propria pelle. Gli ufficiali borghesi non si portavano ancora
dietro,
durante la ritirata, le loro specchiere. Nel 39 la borghesia era
divenuta così
ebrea, i quadri dell'esercito cosi gaudenti, rammolliti, che la guerra
apparve
loro subito insopportabile. Disfatta totale.
Non
troviamo più la
borghesia davanti alle sue casseforti, ma dietro.
Tutta la
differenza
tra il 14 ed il 39 sta qui. II ravvicinamento tra i borghesi era ancora
possibile nel 14: - non lo é più nel 43 -
poiché la borghesia, finita,
infiacchita, codarda, non ha più un ruolo nazionale
(né internazionale) da
giocare; essa si é discreditata una volta per tutte in
guerra. Ha fornito la
prova della sua morte e contaminerà chiunque la
vorrà sposare.
Viva l’amnistia, Signore!
Il testo di Céline Vive l’Amnistie, Monsieur! apparve sulla rivista Rivarol dell’11 luglio 1957, in risposta ad una ennesima serie di polemiche attizzata dall’uscita, nello stesso anno, del suo nuovo libro Da un castello all’altro, il primo della Trilogia del Nord.
Resistenti di qui... resistenti di qua... Certo! ... D'accordo... ma perché non noi?... perché non io?... tessera, diploma, medaglia?... Idea stramba, insolente?... che diamine!
I resistenti
di
Sigmaringen non sono forse mai esistiti? Non voglio offendere nessuno,
ma se mi
paragono a quelli che si sono serviti da me, ricettando materiale e
muri, mi
dico: c'è dell'abuso'... andiamo! andiamo! Che
l’Iniquità trionfi! l'amnistia!
dunque altrettanto noi, no? Resistenti a Sigmaringen, mica per ridere,
seri e d'assalto!
chi, mi domando, é andato a dire sul muso ai medesimi nemici
quel che pensava,
al mostro teutonico, affatto addormentato, incatenato, nel momento del
suo
maggior furore, quando tutti gli eserciti del mondo gli passavano tra
le
trippe, negli uragani al fosforo? il mostro in completa vivisezione,
allo
squartamento membro per membro? Londra, Brazzaville, Irkousk, comodo
riportare
il proprio bargiglietto diffondere fregnacce in modo che tutto il
pianeta goda,
palpiti, copuli, folle coraggio! al settimo cielo, una volta passato il
pericolo! tutto va, tutto é possibile a Irkousk,
Brazzaville, Londra...
Sigmaringen, altra faccenda! oh, completamente differente! dico...
conosco un
po' l'argomento... adesso, é molta la gente che vi
é stata, accozzaglia di bugiardi!
Rebatet può comprendere, gli altri blablablano, poltriscono,
brogliano lontani
da Sigmaringn come da Marte! non uno di quelli che conosco, che mi
trattano da
questo e da quello, paradossali neo fifí, in questo stesso
giornale, avrebbe
resistito appena otto giorni a Sigmaringen... troppo balordi, gaffeurs,
sguatteri! ancor meno a lungo che in Danimarca! tutti questi
sfessatucci,
ubriaconi, tremolanti del loro vuoto e delle loro frottole... la
prigione
danese succursale del Ritz?... due giorni di prova e non li vedremo
più!
spariti! "ha avuto fortuna, Ferdinand!", dannati, sculati specchietti
per le allodole, scappa-coso, in quale abisso del Baltico saranno
adesso a
sciogliersi? "L'esperienza é una lanterna orba che illumina
soltanto chi
la tiene"... andiamo! andiamo! perdoniamo! quel che resta, quel che
é
certo, é che se non altro per Sigmaringen si avrebbe ben
diritto alla
"tessera"! non tutto rubato, scroccato, come tanti e tanti altri,
invece!
Dunque,
stavo per
redigere la mia domanda (non ho niente da perdere, mi hanno arraffato
tutto)...
ma... ecco: a chi indirizzarla? Al sig. De Gualle in persona? Al
cardinale
Muselier? A Churchill? Kru-kru? a Thorez l'illustre "non tanto
popolo"? tutta questa gente, di cui diffido, mi domanderebbe il
perché e
il percome? Personalità incessantemente occupate, da non far
perdere loro un
minuto: ai fatti! scopo della richiesta:
Essendo a Sigmaringen all'epoca della riunione dei
quadri presso il Comune di Hohenzollern, riunione presieduta dai
più alti
fühers civili, militari e ambasciatori riuniti, riunione
"urgente"
per il " sollevamento morale", e stata proposta la creazione di una
societá detta: gli Amici del Pére Lachaise.
Lo potete
provare?
-
Certamente!
Avevo
previsto
testimonianze, certo!... non ci vuole molto a rintracciare dei
testimoni... ma
se andavo a farli accusare di "rialzar la testa"? di non trattenersi?
di non esser guariti? d'essere incarnati recidivi? insomma di rivolerne
a tutti
i costi? annuso un po' di rischio, come se 10 andassi a chiedere che mi
restituissero
il mio appartamento ed i miei manoscritti! follia!
- dato che
siete così
ingegnoso, onesto e devoto ci farete votare un'amnistia?
Sarebbe
l'uovo di
Colombo! la sola effettiva idea pratica! il colpo di spugna generale!
completo!
senza amnistia generale io non posso esporre un solo testimone! e tanti
saluti
alla mia tessera!
Eccomi dunque ancora perplesso... oh, ma osservo! penso! Descartes, a me! cogito! Dio se la Francia, vi faccio notare, la più luminosa, la piú umana, la più generosa delle patrie, gongola, si piega e mugula per i Diritti dell'Uomo! se riceve, accoglie, quanto più può, tutti i perseguitati del mondo! colori, sette, razze! nei suoi giardini, logge, saloni, la sue più grandi Scuole ed il suo letto! mille petizioni di richiesta! dal 44 al 57 almeno dieci petizioni al giorno! generosa inappagata! "Avete un valaccuccio che é stato schiaffeggiato, destra o sinistra, e che soffre? inviatecelo! inviatecelo! uno stregone paone che digerisce con difficoltà il suo missionario? mal cotto, troppo barbuto! inviatecelo! inviatecelo!". Elenchi dietro elenchi, infiniti elenchi di nomi illustri in soccorso del valaccuccio schiaffeggiato. Eminenti, titani delle Belle Arti, delle Scienze, le Accademie riunite "per il sollievo dello stregone, causa il suo missionario sullo stomaco...", ma dal 44 in tredici anni, mai visto circolare un solo elenco, il nome dell'ultimo stradino, a favore dell'Amnistia generale... cogito! cogito! tant'è vero che c'è Dio é impossibile che i francesi pensino ad altro che ad essere un po' più carogne, indefettibilmente feroci con i loro fratelli di latte caduti nella sventura, mentre a torrenti sono invece le lacrime per i polacchi! Volapucs, cripto valacchi, messico caraibi! Non possono piú dormire, dal niente che loro manca, questi "distanze-luce" stranieri... ma che Dubois, Duraton, Vergogna, marciscono dieci anni, venti anni, in fondo alla fossa, alle travi, al Diavolo! eccolo il bel risultato! che ben appaga coscienze, sonni e Diritti dell'Uomo!
Cogito! cogito sempre! Ferdinand, mi dico, classe 12! nato Courbevoie! mutilato al 75 per 100, medaglia ben prima di De Gaulle, ancora un po' il tuo dovere! presente! volontario? sempre! che questo meccanismo dirompa, divampi, avviluppi le 25 Assemblee, sette, sacrestie, Corti dei Miracoli! che il grande Salvatore divenga presidente! ha guadagnato 27 milioni con le sue Memorie... meno che la Windsor, ugualmente però lo immagino nella sua graziosa dimora a rammendare calzini, non ha sofferto tanto dell'Occupazione, non puó essere troppo inacidito... poiché egli é un Charles, avrebbe potuto emulare l'altro, il V°, rientrando a Parigi, rassicurando la Francia... "II re non ne ha saputo niente, non sa niente! non saprà mai niente!". Si fa ancora in tempo! politica di grandezza! Amnistia totale, generale! la spugna! quel che é successo é successo, tanto peggio per il male! i morti non resusciteranno! razziatori, Thenardieri delle fosse, rompete le righe! Amnistia, oblio! vacanze! l'odio in vacanza!
Bellissimo! mi esalto! vecchio crostino febbricitante potrei mai essere cosi topico? Non piacerò di certo a De Gaulle, trattandolo con simile familiarità... la pagliacciata può costarmi cara! che faccia di lui un Charles Floquet. "Viva l'Amnistia generale"! No! indubbiamente, la prassi! credo di fargli un piacere, a leggergli un efficace passaggio dell’enciclopedia 1900... quello che concerne sia noi... sia tutti i ministri... che la smettano di tormentarci, torchiando, censurando, dissanguando... di renderci atroce il "bando vitale"... che ci facciano infine una cortesia...
L'Amnistia
rientra
tra le necessità di tutti i governi, ci sono dei periodi in
cui un'inflessibile
severità comporterà gravi inconvenienti, facendo
correre pericoli al medesimo
Stato. Vige nel paese tale bisogno di pacificazione che il potere ha
tutto
l'interesse ad ascoltare la voce delle clemenza ed a stipulare una
specie di
trattato di pace civile.
Ecco
all'incirca la
caratteristica del 19001
Non
parlerò
dell'Algeria, della "madre malata" o dei bambini in odio tra di loro,
De Gaulle sa tutto ciò, Mendés-France
altrettanto, loro sanno, ma se ne stanno
alla finestra; potrei andare a Roma... o da Ben Gurion... o al
Pentagono...
Nasser mi sembra in gamba... andrei non importa dove a farmi trattare
non
importa come, ci sono abituato... a l'"Hum", "Rivarol",
"L'Express", quando si é divenuti l'arciottuso per un quarto
anarca
non si ha più che un'ideuzza... intorno vi é
già la notte completa, ma una
fiammella sulla sommità della Torre Eiffel é
nella notte visibile a tutta
Parigi... la speranzuccia...
Viva la
Grande
Amnistia, Signore!
Bibliografia
Philippe Alméras, Céline, Corbaccio, 1997.
Paolo Carile, Céline oggi, Bulzoni, 1974.
Louis Ferdinand Cèline, Bagatelle per un massacro, Corbaccio, 1938.
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Moreno Marchi, Con il sangue e con l’inchiostro, Settimo Sigillo, 1993.
Moreno Marchi, I duri di Parigi, Settimo Sigillo, 1997.
Peter Novick, L'Epuration française - 1944-1949 , Seuil, 1991.
––––––
Magazine Littéraire,
Hors-Série N°4, Louis-Ferdinand
Céline, 4°
trimestre 2002.
L'edizione cartacea è ordinabile a effepiedizioni@hotmail.com
Traduzione a cura di Andrea Lombardi
