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Benedetta Cucci intervista Gisy per l'uscita di La ragazza definitivaDavid D'Amore: organico e inorganico, blasfemità poetiche in arte.
La prima cosa che mi ha colpito è il tuo nome
d’arte, David D’Amore, che sembra contrastare con
le opere artistiche che realizzi le quali hanno sempre una forte
connotazione necrofila. Infatti se si può dire che tra eros
e thanatos c’è un legame diretto in qualche modo
non si può dire altrettanto di amore e
thanatos…come nasce la scelta di questo nome…?
La scelta di questo nome è dei miei genitori. Infatti David
è il mio nome di battesimo e D’Amore è
il cognome di mio padre.
Il corpo è
sempre al centro delle tue opere. In qualche modo il richiamo
antropomorfo anche in assenza di donne e uomini è sempre
presente ma in senso distruttivo, o, ancora meglio, alcune immagini le
trovo cariche di un’aggressività svogliata.
Perché la scelta dominante di questa presenza antropomorfa?
Mi hanno accusato di essere un apologeta del nulla, un epidermico, e
forse e` vero ma sono troppo pigro per fare autocritica. Credo comunque
che rappresentando il corpo si possa lavorare sulla mente. Il corpo
come mezzo per scavare nel profondo a patto che il profondo esista. Il
richiamo del corpo e` sempre irresistibile, le colline sono belle, i
tramonti stupendi, una notte stellata puo` essere molto romantica, ma
vuoi mettere un bel paio di chiappe?
Nel tuo caso da cosa nasce
l’esigenza di creare così tanto materiale;
perché è una vita che fotografi, dipingi ecc,
ecc…qual è la molla che ti fa scattare i pensieri
e di conseguenza le creazioni?
Per uno che non sa fare niente l’arte era
l’unico mezzo per passare il tempo. In genere le idee piu`
brillanti mi vengono quando, in sella al mio motorino, percorro le
strade di campagna in cerca di una grotta in cui infilarmi per qualche
ora.
Il tuo è
anche un atteggiamento nichilista; un voler confermare la
“nienteficazione” dell’azione
dell’uomo, della donna, l’inutilità
della ripetitività, o una forma di misantropia, o altro
ancora…
Non sono un
misantropo, in me, purtroppo, è piu`
presente il vizio della filantropia.
Tu utilizzi il corpo
come un oggetto, lo scomponi per poi ricomporlo con oggetti esterni a
lui, in modo tale da confondere organico e inorganico in
un’unità frammentata. A me quest’armonia
dà una sensazione di blasfemia nel senso buono del termine,
una blasfemia poetica…
Sono un pessimo esempio per le nuove generazioni, lo ammetto. Nella
prossima vita giuro che dipingero` solo prati in fiore e fotografero`
esclusivamente località sciistiche con annessi impianti di
risalita. Il termine che hai coniato,”blasfemia
poetica”, mi piace, potrebbe essere il titolo della mia
prossima fotografia.
La morte è
qualcosa di liberatorio o di dissacrante?
La morte sarebbe motivata se la vita avesse una sua logica, un
significato. Purtroppo, o per fortuna, la vita e` un percorso
immobile, un cosiddetto “Falso movimento”. La morte
e` un accadimento innaturale per il semplice motivo che e` preceduto
dalla vita, artificio per eccellenza.
L’amore è sopravvalutato?
Si, come tutti i vizi e le perversioni.
Credi
nell’uomo?
Ci vorrebbero
cento vite per tentare di decifrare la natura umana. Io di vita ne ho
solo una e cerco di dedicarla a cose piu` elementari e piacevoli.
Per te, da
un punto di vista tecnico, esiste un preciso o usuale modo di
procedere per costruire e dare vita alle tue opere, oppure
no? E che rapporto hai con le tue opere una
volta create?
Durante il giorno ho
delle vere e proprie visioni ad occhi aperti. Subito corro nel mio
studio, ricreo la scena che ho visto e la fotografo. La foto che ho
fatto ieri rappresenta una sposa sul cui ginocchio spicca una
ferita sanguinante e grossolanamente fasciata. Il rapporto
con le mie opere e` difficile, a volte arrivo ad odiarle.
Non credi che la misantropia per molti validi artisti e scrittori sia qualcosa
che giovi all'arte, nonostante poi l'arte dovrebbe
(?) essere di dominio pubblico. Non è un
controsenso?
Siamo esseri fallibili e
soprattutto volubili. A causa delle nostre altalenanti vicende
quotidiane un giorno siamo fieri filantropi e il giorno dopo
siamo misantropi convinti. In genere negli artisti subentra la
misantropia quando si e` incompresi o sottovalutati. E posso anche
capirlo. Pensa che nel mondo ci sono delle importanti riviste che ogni
anno fanno la classifica dei migliori artisti e sai in base a cosa? In
base al loro successo commerciale. Se tutto va bene, a noi umani ci
attende l’inferno.
Ho visto
che spesso nelle tue opere compare l’immagine di una
melanzana, o cucita o dipinta…se esiste una ragione,
perché hai scelto proprio quell’ortaggio?
Ho scelto la melanzana per motivi estetici, non filosofici o esoterici.
I riflessi sul corpo liscio di una melanzana sono
fantastici da dipingere e anche da fotografare. Una mia foto del 1998,
intitolata “Dissidente”, rappresenta una melanzana
con un profondo taglio ricucito chirurgicamente.
Nella tua produzione artistica,
almeno in alcuni dipinti, si può notare una certa assonanza
con Munch. Ti sei sentito o ti senti influenzato da alcuni
artisti, da alcuni autori, anche letterari, nel tuo modo di produrre?
L’espressionismo nordico mi ha molto attratto, ma troppe sono
le cose che mi affascinano, potrei fare un elenco infinito di pittori,
musicisti, registi, scrittori e fotografi importanti per la mia
crescita artistica. Tra i pittori al momento ammiro il Guariento e
Dierick Bouts.
Sofferenza, schifo, noia,
inettitudine, angoscia, dislocazione, morte sembrano i temi forti che
rappresenti, e dai quali sei ispirato (e in cui riesci egregiamente).
Secondo te, può esistere un arte vera che nasca da
sentimenti positivi e solari? Io personalmente non ci credo, tu?
Io vorrei crederlo.
In un’intervista di
qualche tempo fa hai detto: “Il sesso, come ogni pratica
disgustosa che si rispetti, attrae e nel contempo terrorizza; facendo
sesso ripetiamo all’infinito la lezioncina imparata a memoria
e, fingendo di non annoiarci diamo vita alla solita, eterna pantomima
tra i sessi: gli stessi gesti ripetuti meccanicamente, lo stesso
repertorio di parole false e insignificanti pronunciate per conquistare
nuovi partners; i quali spesso fingono di ignorare di essere
inclusi in una lista di nomi più o meno lunga: numerati,
catalogati e archiviati. E’ giunta l’ora di essere
sinceri e dire basta all’orrore: il sesso è il
demone della ripetizione da cui difenderci. Ora o mai
più”. Bisogna quindi in un qualche modo difendersi
dal sesso? E se esiste un modo qual’è secondo te?
Il sesso dovrebbe essere praticato solo all’interno della
legittimata, confortevole e rassicurante quiete matrimoniale. E`
pacifico che marito e moglie debbano presentarsi illibati al
matrimonio. E` tassativamente vietato introdurre legumi misti e cereali
tostati negli orifizi corporei. Il raggiungimento
dell’orgasmo e` facoltativo.
Cos’è che
ti schifa profondamente, e cosa invece ti sublima profondamente?
Sono decisamente contrario all’uso improprio
dell’arte. L’uomo primitivo, ad esempio, con la
scusa dell’arte ha deturpato centinaia di caverne. Hanno
fatto bene gli ambientalisti dell’epoca a condannare questi
gesti inconsulti.
Cosa rimane (se rimane) di non noioso nella vita di un essere umano?
Invadere il campo di gioco a fine partita mi annoiava profondamente ma
l’ho fatto per anni.
Oggi
c’è qualcuno o qualcosa che
“eleggi” nettamente, o qualcuno o qualcosa che
vorresti al rogo?
Manderei al rogo
tutte quelle persone che mi stimano, mi amano, mi supportano, mi
assecondano, mi accettano per come che sono, mi rispettano e mi
trattano bene. Dedico un applauso a tutti coloro i quali mi calpestano
e mi disprezzano intensamente.
Per essere
un “personaggio pubblico” i compromessi sono
inevitabili oppure, per quel che ti riguarda, c’è
un modo per essere “pubblicamente se stessi”?
Viviamo nella società, a stretto contatto con gli altri, e
per questo motivo tutti siamo personaggi pubblici. I compromessi nella
vita sono inevitabili e a volte neanche spiacevoli, guarda al rapporto
di coppia, che e` bello nonostante spesso sia basato su instabili e
delicati equilibri.
C’è qualcosa che non hai ancora fatto e che ti
piacerebbe fare?
Mi piacerebbe essere un
artista ricco e famoso, possibilmente senza vocazione, che dipinge,
suona o fotografa solo per il mercato.
E qualcuno con cui ti
piacerebbe collaborare o lavorare?
Già collaboro e lavoro con un sacco di gente. Pensa a tutti
quelli che posano per me. Persone coraggiose. Il loro compito
è spesso difficile, faticoso e mai
passivo.
Se
c’è, una frase che vorresti dire a
tutti…
Abbiamo tutti
bisogno di maggior concentrazione. Penso che, nell’insieme,
tre noci al giorno e una banana possano bastare.
Links
Sito personale: www.dhyan.it/davidamore/index.htm